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venerdì 2 settembre 2016
giovedì 14 luglio 2016
VISIONI - Trans-Europ-Express
Seconda opera di Robbe-Grillet, cronologicamente appena prima di L'uomo che mente, Trans-Europ-Express è molto simile al lavoro successivo; la svolta dei colori è ancora lontana, molto, troppo, anche se c'è tempo, come per qualsiasi opera del regista francese, per funi, catene, inseguimenti, pistolettate, donne bellissime e morti di Trintignant.
mercoledì 22 giugno 2016
VISIONI - L'uomo che mente - L'homme qui ment
Un altro esperimento di Robbe-Grillet, cos'altro?, questo L'uomo che mente; datato 1968 e pienamente corrispondente al profilo '60 della filmografia dell'autore, che come tutti sappiamo inizia con Marienbad (capolavoro supremo che influenzerà tutto il Robbe-Grillet successivo, o almeno quello finora da me visto, chiaramente), e quindi non ancora dedito alla sperimentazione anche visiva (o Dei colori) dei '70 (Oltre l'Eden, ad esempio), L'uomo che mente è una pellicola affascinante e stimolante, anche se con i limiti congeniti degli esperimenti cinematografici.
martedì 2 febbraio 2016
CORTI#5 - Ménilmontant
Non ricordo la prima volta che sentii parlare di Menilmontant; sono
passati mesi, anni, sicuramente troppi, e ho fatto male a lasciarli
trascorrere, forse spaventato dalla fama, forse nemmeno troppo incuriosito.
Dimitri Kirsanoff, russo di quando la Russia era Impero, gira nel 1926 il suo
secondo film (anche se il primo è purtroppo andato perduto) e lo chiama
Menilmontant, come il quartiere di Parigi, la città che l'aveva accolto e che
gli aveva aperto le porte di un mondo culturale e avanguardistico e sperimentale
e, insomma, Parigi!
mercoledì 27 gennaio 2016
VISIONI - Irma Vep
Irma Vep, primo lavoro di Assayas con Maggie Cheung, colei che, per un
po' (si può dire?), sarà la sua compagna di vita, è un film ombelicale,
artistico e irrisolto; la definizione si sposa bene a una certa idea di cinema
francese, come il regista fa osservare ad uno dei suoi personaggi, e consente
una sorta di autoanalisi feroce e indulgente (nel senso di furba) allo stesso
tempo.
lunedì 23 novembre 2015
VISIONI - N. a pris les dés...
N. a pris les dés... segue il precedente L'éden et après di un anno; non è un altro film, come già accennato nella recensione dell'opera del 1970, e allo stesso tempo lo è: il regista ha lavorato sulle stesse immagini cercando di costruire qualcosa che, svincolandosi dalla trama (?), risultasse completamente nuovo.
martedì 17 novembre 2015
VISIONI - L'éden et après - Oltre l'Eden
La forma, non capisci? La forma, che per bastare a se stessa deve deformarsi. Anzi peggio: deve deformare la realtà. Così Witkiewicz nel suo Insaziabilità, e cos'altro aggiungere? Oltre l'Eden sta tutto qui, nella favolosa citazione, e aggiungere altro sarebbe superfluo, ma ci proverò.domenica 12 luglio 2015
VISIONI#26 - Vendredi Soir
Va bene, Claire Denis mi piace molto, porta avanti con convinzione una rappresentazione del mondo non semplice, non cinematografica nel senso più aderente al significato, niente trama né personaggi, niente evoluzioni, difficoltà, superamento, lieto fine (banale, ma va detto).
mercoledì 1 luglio 2015
VISIONI#25 - Sans toit ni loi - Senza tetto né legge
Agnès Varda, nota regista francese, una certa idea di cinema, nel 1985 consegna agli spettatori di Venezia (Leone d'oro) Sans toit ni loi, un soffocante racconto sulla libertà, sulla vita, sull'essere umano.
sabato 30 maggio 2015
BEST#2 - La Jetée
Il comprit qu'on ne s'évadait pas du Temps, et que cet instant qu'il lui avait été donné de voir enfant, et qui n'avait pas cessé de l'obséder, c'était celui de sa propre mort.
La Jetée, enorme capolavoro di Chris Marker, del 1962, è un cine-foto-romanzo di 27 minuti; il suo senso sta tutto lì, nella frase in francese appena sopra, scandita con meravigliosa consapevolezza dalla favolosa voce di Jean Negroni, in assoluto miglior voix off della storia del cinema, insieme all'ipnotico Albertazzi de L'année dernière à Marienbad.
mercoledì 13 maggio 2015
VISIONI #14 - Demonlover
Wow, che film sbagliato! Mai mi sarei aspettato un film del genere da Assayas, mai, eppure eccolo qua, un parto mentale stuzzicante (?) e mal riuscito, editato senza direzione, senza intenzione.
giovedì 7 maggio 2015
VISIONI #10 - Seul contre tous
venerdì 24 aprile 2015
MONO #1 - Patrick Bokanowski - Scoprire, scolpire, svelare
Classe 1943, Patrick Bokanowski è
francese, regista, animatore, fotografo, sperimentatore. Porta avanti
da quarant’anni un discorso importante, continuo e mai banale,
anche nelle opere meno riuscite. Ha seguito, è conosciuto ed è,
forse, merito della sua profonda cultura, del suo antidogmatismo, del suo schierarsi a
favore della pura e semplice visione; cosa c’è di più importante,
nel cinema dello sguardo, del riempire lo schermo, aggiungere,
sovrapporre, distorcere? Il frame by frame, fotografico prima e
pittorico (scultoreo) poi, permette il controllo del movimento, di
camera e dei personaggi, degli oggetti e, quindi, una volta ottenuto
il controllo, totale, di ciò che vuole mostrare (vedere), cosa ne fa?
Disturba, somma, gira, sposta, esagera.
sabato 11 aprile 2015
VISIONI #2 - Carne
È tutto rosso e i titoli sono bellissimi, sia eticamente che esteticamente, in questo mediometraggio di Noé. È il mio primo incontro con il regista argentino e si parte dall'inizio, dal tentativo di inizio, l'unica possibilità, come è giusto che sia. È tutto rosso, che ricercatezza, che ricchezza visiva; ci ho trovato, forse, Greenaway: i colori, i corpi, la carne. Umberto Tozzi alla radio e Blood Feast alla TV. Film anticipatore di molto, quest'ultimo, risalente al 1963; e già nel 1963 corpi smembrati, primi piani allucinati, scene con vasca da bagno e relativa donna, sangue.













