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giovedì 7 maggio 2015

VISIONI #10 - Seul contre tous



L'inizio è folgorante: ci viene raccontato Carne, e qualcosa in più, in quattro minuti densi, entusiasmanti, fotografici (quasi markeriani). E poi inizia il monologo e se può sembrare interessante, pessimista sì, ma cioraniano, filosofico, esistenzialista, citazionista all'inizio, ben presto arriva la noia, spezzata dalla comparsa della morte, dall'aborto procurato (scena disgustosa e coraggiosa e Noé allo stato puro), da un litigio in un bar, dai colloqui falliti, dall'umanità tutta, brutta e infame, bugiarda. La vita è un atto egoista e ok, interessante, ma banale, insomma, Carne era stato molto più pungente in metà del tempo e quindi sono sorpreso, non so, mi chiedo come risolverà la questione il regista argentino?

sabato 11 aprile 2015

VISIONI #2 - Carne


È tutto rosso e i titoli sono bellissimi, sia eticamente che esteticamente, in questo mediometraggio di Noé. È il mio primo incontro con il regista argentino e si parte dall'inizio, dal tentativo di inizio, l'unica possibilità, come è giusto che sia. È tutto rosso, che ricercatezza, che ricchezza visiva; ci ho trovato, forse, Greenaway: i colori, i corpi, la carne. Umberto Tozzi alla radio e Blood Feast alla TV. Film anticipatore di molto, quest'ultimo, risalente al 1963; e già nel 1963 corpi smembrati, primi piani allucinati, scene con vasca da bagno e relativa donna, sangue.
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