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domenica 19 luglio 2015

VISIONI #28 - Kinetta



La sensazione di aver scalfito solo la superficie rimane forte, a fine visione; rari, rarissimi sono i casi in cui film, di narrazione si intende, sono ridotti così all'osso, così all'essenziale. Yorgos Lanthimos, in Kinetta, 2005, distrugge ciò che deve distruggere, il cinema del troppo, e con uno stile incredibilmente personale, quasi al di là della definizione possessiva, propone un'alternativa al racconto, alla trama, alla fabula.

domenica 19 aprile 2015

VISIONI #5 - L'enfant - Una storia d'amore



Non ha bisogno di strutture e sovrastrutture, o spiegazioni non necessarie; L'Enfant non vive di interpretazioni secondarie, metafore, insegnamenti. È difficile essere dio e, spesso, ancora più difficile non intervenire, negare l'esistenza di un organo di controllo. La meravigliosa camera a mano dei fratelli belgi, loro marchio di fabbrica, segue lo sprofondare nell'abisso di un uomo bambino, forse il vero bambino del titolo, ma è, quasi, una forzatura, un'attribuzione incompleta. La storia, intesa come evoluzione narrativa, mi ha ricordato molto i primi due capitoli della Trilogie Noir di Leo Malet, l'assenza di speranza, la necessarietà del destino, l'obbligo di fare la scelta sbagliata.
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