Ulrich Seidl ci butta in faccia la bruttezza. Esteriore, interiore, umana, dei sentimenti. I corpi sono oggetti, nient'altro, corpi inteso come persone, oggetti deformi, scombinati. In Canicola (Hundstage), del 2001, il regista austriaco distrugge, o almeno prova a, l'intorno, il vicinato, piccolo borghese tanto comune e tanto banale. Sei storie di solitudine e di incomunicabilità, laidezza, umanità.