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mercoledì 6 luglio 2016

CORTI#7 - The heart of the world



Che poi, alla fine dei conti, non è affatto facile parlare di un corto di 6 minuti tutto incentrato sulla grandezza della narrazione (grandezza inteso come possibilità di) e sulla capacità di un certo tipo di cinema di esaltarne gli aspetti più puramente caratteristici; non è per niente semplice perché la figura in questione è Guy Maddin, qui già trattato con The forbidden room, nella cui recensione avevo iniziato esponendo gli stessi problemi di difficoltà di parola, di elaborazione, di pronuncia, e come fare quando la storia si ripete?

lunedì 21 marzo 2016

VISIONI - The forbidden room



Non è facile parlare di The forbidden room di Guy Maddin, e so che l'ho detto di mille altri film ma tant'è; considerando poi che questo è il mio primo approccio con il regista canadese, il lavoro, per me, diventa ancora più difficoltoso. Non starò certo ad ammorbarvi con wikipedia e winnipeg, manitoba, quindi solo 2015, solo contesto e pensieri.

martedì 21 aprile 2015

BEST #1 - Mommy



Una donna prende una mela da un albero. La perfezione cromatica è evidente, così come quella formale, intesa come forma, intesa come quadrato. Ricordate questa mela, ricordiamola.
Mommy di Xavier Dolan, 2014, quinta opera, blabla, Quebec, blabla, enfant prodige, blabla, i suoi primi film erano migliori, blabla, inizia con una mela. La prima, primissima cosa, esplicita, dichiarata, dichiarata come tantissime altre, per non peccare di ruffianeria, diamogli al bastardo ruffiano, ma ci tornerò, la prima cosa, dicevo, è la cacofonia, dichiarata, appunto; lo dice Diana, all'inizio, appena Steve entra in casa. Due radio che suonano insieme, ma su canali differenti e quindi con melodie sovrapposte e sgraziate; nessuna delle due è distinguibile, sono unite, mescolate, ognuna deve farsi sentire. L'effetto è disfunzionale, atipico, inconsueto. Siamo al punto di partenza, alla dichiarazione del film. Anzi, a pensarci bene, il nostro inizio è l'introduzione scritta, la nuova legge, S-14, che ci dice che quello che vediamo finirà male. Necessariamente. Sinceramente. Antiruffianamente (si dice?). Quindi, in dieci minuti, Dolan ci ha detto che il film finirà male, che è un'opera profondamente cacofonica e che una donna raccoglie una mela.
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